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Festaggiati i 90 anni dell’ADEI-WIZO

Nei lunghi anni di impegno per la WIZO  ho pensato spesso a loro: alle mie zie, prozie, nonne polacche, a tutte quelle donne ebree che con il loro lavoro e la loro generosità hanno aiutato migliaia di bambini ebrei poverissimi, le loro madri e donne, in tempi difficili di angustia e miseria. Credete che decidere di far parte della Wizo nella Polonia degli anni Trenta fosse facile?

No, non era né banale né scontato, era un atto di audacia e altruismo fuori dal comune. Oggi siamo qui, il volontariato è una cosa diffusa, il rispetto per l’infanzia e per i diritti umani un codice accettato e condiviso. Ma festeggiando qui i 90 anni della WIZO Italia, è a quella prima generazione di coraggiose pioniere che voglio pensare, è loro che voglio ricordare». Così parla Irene Goldberg, per anni uno dei rappresentanti di punta della Wizo Europa durante la serata di gala organizzata dall’ADEI WIZO Italia per i 90 anni dell’organizzazione nata il 23 maggio 1927, un evento che si è svolto alla Sala delle Colonne a Palazzo Bovara, preceduto dal convegno Diritti delle Donne e Multiculturalismo. Perfettamente organizzati da un’impeccabile padrona di casa, la Presidente ADEI-WIZO Italia  Ester Silvana Israel, i due eventi hanno visto una fitta partecipazione di pubblico, conferenze e dibattiti interessantissimi, ospiti come la sociologa e filosofa Chiara Saraceno, l’antropologa musulmana somala Maryan Ismail, l’avvocatessa israeliana Riki Shapira Rosenberg, la docente di Storia contemporanea Anna Maria Isastia. «Oggi, abbiamo voluto premiare le nostre veterane, una generazione eccezionale che è stata capace di prodigarsi per gli altri in modo silenzioso, efficace, progettuale, pieno di passione», ha dichiarato Ester Silvana Israel al momento della premiazione del Gold Award Wizo, conferito a un gruppo di anziane signore che hanno prodigato anni e infiniti pomeriggi nell’instancabile sostegno al Popolo Ebraico, a Israele e ai progetti Wizo. Una generazione operosa e discreta, poco incline al desiderio di visibilità, da Goti Bauer a Ersilia Colonna Lopez, da Gianna Sternfeld Pavia a Graziella Colonna Osimo, da Lucia Roditi Forneron a Marcella Bolaffi Ascoli, da Emma Treves Coen a Carla Baroccio Falk, da Lia Servadio Hassan a Mirelle Leibovich a Clara Costa Kopciowski, (queste le signore premiate). Accompagnata dalla voce ispirata della soprano Cristina Miriam Chiaffoni e dal pianoforte di Paola Troili, la serata ha visto susseguirsi numerosi interventi, da Esther Mor, Presidente mondiale Wizo a Dorit Raiter, Presidente della Wizo della Danimarca e molte altre, tutte commosse nel rievocare la nascita a Milano nel 1927 dell’ADEI, Associazione Donne Ebree d’Italia che stabilì la propria prima sede centrale in Foro Bonaparte 24. Era stata Berta Cammeo Bernstein a voler lanciare, nel 1925, una prima associazione di soccorso per le donne ebree e contemporaneamente a contribuire alla creazione di “un’associazione femminile ebraica per il lavoro sociale in Palestina”. Dopo la debacle della Guerra, con la ricostruzione e la rinascita dell’ebraismo italiano, il ruolo giocato dall’Adei sarebbe stato fondamentale per ricompattare il tessuto sociale del mondo ebraico e ricostituire le reti di solidarietà indispensabili alla rinascita. A Milano, nel Dopoguerra, diritti delle donne e il multiculturalismo”. Da questo titolo ha preso il via la conferenza proposta a Milano il 22 maggio da Adei Wizo, Associazione Donne Ebree d’Italia, dal Consiglio nazionale donne italiane e da ECWE, Consiglio europeo delle federazioni WIZO. Al dibattito, moderato da Anna Maria Isastia, docente di Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, hanno partecipato Chiara Saraceno, sociologa e già professoressa di Sociologia della Famiglia all’Università di Torino, Maryan Ismail, antropologa, rappresentante della comunità somala in Italia, e Riki Shapira-Rosenberg, avvocato e attivista israeliana per i diritti delle donne. L’evento si è svolto nell’ambito di una due giorni di incontri che, fra il 21 e il 22 maggio, ha richiamato nel capoluogo lombardo delegate da tutta Europa per l’assemblea annuale delle federazioni Wizo, organizzata da Ester Silvana Israel, presidente Adei Wizo Italia. La conferenza, svoltasi a palazzo Bovara in corso Venezia, ha messo al centro i diritti e lo stile di vita delle donne nella società di oggi, sempre più multiculturale e inclusiva di prospettive sul mondo e di visioni della persona profondamente differenti. Come si può assicurare la co-esistenza di culture tanto diverse garantendo pari diritti e dignità femminili? «La questione dei diritti delle donne viene data per scontata da molte di noi, in occidente, ma il concetto di uguaglianza ha significati diversi nelle diverse parti del mondo», ha introdotto Anna Maria Isastia, ricordando che, per esempio, “uguaglianza” fra marito e moglie, secondo antiche tradizioni indiane, significa che al funerale e alla cremazione dell’uomo venga bruciata anche la sua donna. «Niente è per sempre e niente va dato per scontato – ha detto Chiara Saraceno -. Gruppi conservatori e maschilisti argomentano polemiche contro l’immigrazione e contro altre culture contrapponendovi la libertà delle donne in occidente. E colpisce che, in funzioni anti-immigratoria, l’emancip azione femminile sia improvvisamente diventato il valore occidentale da proporre». Turba il fatto che la presunta libertà femminile «venga proposto come il valore occidentale di “noi nei confronti degli altri”, salvo che tale libertà si riduca a quanti centimetri di pelle possano essere scoperti». Libertà femminile e multiculturalismo, in questo modo, vengono proposti come antitetici per motivi strumentali. Va poi considerato che «le culture sono tradizionalmente costruite nella negoziazione e nei conflitti, non sono statiche – sottolinea Saraceno -: cB «N Un Convegno sui diritti e un galà per festeggiare l’Adei-Wizo, che ha fatto della difesa delle donne e di Israele la sua bandiera. Ma che è anche uno spazio di amicizia e confronto internazionale Per loro, le donne, 90 anni di impegno e di coraggio Sopra: Maryan Ismail, Chiara Saraceno, Anna Maria Isastia e Riki Shapira-Rosenberg. In alto: la platea del Convegno; il gruppo organizzativo Adei 90, Stefania Zevi, Roberta Cocco (assessore Comune di Milano), Delia Weissy, Laura Wofsi, Anna Maria Isastia; Maryan Ismail con Ester Silvana Israel, presidente nazionale ADEI, Claudia Terracina, assessore Comunità e il co-presidente Milo Hasbani con la moglie Joyce. Il galà dell’Adei Wizo per le madri etiopi in Israele comunità/Evento Incontri, progetti, work in progress di Fiona Diwan ben poche sarebbero state le signore dell’ebraismo italiano a rimanere indifferenti al richiamo dell’Adei, non solo come luogo di impegno altruistico e solidale ma anche come posto dell’amicizia, luogo di confronto femminile, di aggregazione e di un’identità ebraica da rifondare. Un punto di riferimento prezioso per numerose generazioni, capace di sopravvivere anche alle tempeste della stagione femminista, anzi di rinforzarsi. Da ieri a oggi In Israele l’Adei Wizo italiana sostiene adesso direttamente due asili nido, a Rechovot e a Maalot e i centri sociali Beith Wizo Italia e Yevul. L’attuale campagna di fund raising, “Prihut (il frutto della vita in lingua Amarit)”, è rivolta all’aiuto delle ultime tra gli ultimi, le donne immigrate dall’Africa, spesso prive di tutto e in preda a un drammatico choc culturale dopo l’arrivo in Israele. L’obiettivo è il sostegno delle madri etiopi che, con cultura e abitudini diverse, spesso non conoscono l’ebraico e che in Israele possono trovarsi in grave difficoltà al momento della gravidanza e del parto. Un programma di assistenza e sviluppo che si articola in due percorsi, incontri preparatori al parto, assieme al padre, a partire dal settimo mese di gravidanza; e poi 12 incontri con ostetriche e psicologi per neo mamme, dedicati alla cura del bambino, all’allattamento e ai problemi che una maternità in Israele può comportare. (per donare vai a www.adeiwizo. org/donazioni). Durante la serata è stato anche ufficialmente annunciato il riordino – catalogazione delle carte dell’archivio storico dell’ADEIWIZO (1927 -1979) il cui fondo è stato donato ed è conservato al CDEC. L’inventario è in via di pubblicazione on line nella sezione digital library del CDEC e l’intero archivio sarà a breve digitalizzato. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Comunità Ebraica di Milano e dell’UCEI, della LEF (Lobby europea femminile) e del CNDI (Consiglio nazionale donne italiane – organizzazione ombrello che conta 20 associazioni femminili associate) che è anche partner dell’evento.

articolo di Fiona Diwan apparso sul Bollettino della Comunità Ebraica di Milano

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