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Rifugi negli asili nido ” una stanza come le altre”

A Sderot, la cittadina del Sud bersagliata dai missili e che vive una situazione allucinante da tredici anni, la Wizo gestisce 2 asili nido (uno dei quali è WIZO Rapapport Day Care Center a Sderot, il primo nel suo genere nel MO, praticamente esso stesso un rifugio antimissile) che sono stati completamente resi a “prova di razzo”e per questo nonostante tutto riescono ad essere operativi.

 I suoni di sirene e il lancio di razzi da Gaza giorno e notte, la fuga nei rifugi nelle loro case, fanno parte della vita quotidiana di questi bambini, molti dei quali naturalmente sviluppano la paura di uscire.

E’ difficile poter comprendere; per chi come noi ha vissuto e vive in una realtà di pace e sicurezza; per chi come noi saluta i propri figli sulla soglia della scuola senza il minimo timore; per chi come noi il suono della sirena rappresenta solo il passaggio di un’autoambulanza, cosa significhi sentire una sirena e dover correre entro pochi secondi a cercare rifugio. Questo è accaduto a Sderot tutti i giorni, per anni.

Ciò che per un adulto è insopportabilmente fonte di angoscia e insicurezza per un bimbo è devastante. Possiamo, anzi dobbiamo, cercare di immaginare cosa significhi per un bambino dover imparare, già in tenerissima età, che quando sente la sirena deve mettere in atto delle strategie comportamentali per difendere la propria incolumità fisica: sdraiarsi per terra, coprirsi il capo, cercare rifugio sotto i banchetti della scuola e… attendere che il pericolo sia passato.

portarifugioNonostante che questi DCC siano in realtà un grande rifugio, essi sono stati resi invitanti, colorati e tutto l’ambiente è studiato in modo che trasmetta serenità e “normalità”.  Gli asili nido e scuole del Sud, oppure al confine con il Libano, sono stati dotati di rifugi. Una camera anti missile dove i bimbi sono portati durante un attacco.  L’interno è allestito e arredato come qualsiasi altra stanza per dare ai piccoli l’illusione della normalità. Ai nostri occhi è palese che la stanza rifugio non sia come le altre;  l’enorme porta blindata non  è in alcun modo camuffabile e alla vista più attenta non sfuggono le strutture di  acciaio nascoste  dietro ai cuscini colorati e alle casette per giocare.  Queste strutture accolgono bimbi d’età tra i 6 mesi e i tre anni che, chi gattonando e chi ancora malfermo sulle proprie gambe, sono pian piano abituati a prendere confidenza con l’ambiente dietro la “grande porta”. Le educatrici, molto qualificate, e il personale tutto ricevono una preparazione specifica che permette loro di diventare persone resilienti ovvero persone che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti, la resilienza e la forza della società israeliana.

 

Ester S.Israel